L’Associazione Metandro promuove la ricerca inerente le nuove forme d’identità che si modificano attraverso l’uso di tecnologie avanzate sia nella medicina odierna sia nella vita quotidiana. Si fa sempre più indistinto il confine tra cura e potenziamento delle funzioni fisiologiche, basti pensare alle bevande energetiche e attivanti, ai nutraceutici, al cortisone e ad alcuni psicofarmaci, nonché a medicina e chirurgia estetica.

Il soggetto moderno fa uso di strumenti cibernetici a supporto delle sue funzioni psichiche: attenzione, memoria, relazioni, percezioni sensoriali e pianificazione. Ci serviamo di ausili quali carta e penna, post-it, lista della spesa, calendari e ormai non possiamo più fare a meno dei dispositivi tecnologici come smartphone, tablet, lap-top con sveglie, agende elettroniche, chiavette, social network, fogli elettronici, organizer. Tali supporti, che sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana, collaborano con le nostre funzioni operative preparandole, guidandole e andando a costituire ciò che definiamo protesi.

In tal senso le protesi sono ormai parte integrante di noi stessi e l’uomo ha iniziato la sua fusione, la sua ibridazione con la macchina, reale e virtuale, visibile e invisibile.

Tutti noi ci sottoponiamo a cure mediche e chirurgiche, a scopo preventivo e curativo. La maggior parte di esse comportano l’utilizzo di protesi esterne al corpo (occhiali, bastone, cosmetici, accessori, parrucche, apparecchi acustici o ortodontici etc.) o interne al corpo (pacemaker, protesi ortopediche, stent, infusori etc.).

Ciò che accade alla vita dell’individuo, a seguito di tali percorsi medici e chirurgici che prevedono l’innesto di endoprotesi, può risultare destabilizzante, ma essere altresì un forte stimolo alla guarigione, che comporta un reale miglioramento e completamento del percorso di cura.

Tuttavia è interessante notare come a fronte della buona riuscita tecnica del trattamento, numerosi individui accusino disagi di diverso tipo, che investono la sfera psichica individuale, relazionale e socio-lavorativa.

L’osservazione di tali fenomeni da parte del Dottor Augusto Iossa Fasano, basata su una raccolta ventennale di casistiche in ambito clinico e scientifico, l’ha condotto alla fondazione di un nuovo campo disciplinare chiamato PBP, ovvero Paradigma Bionico Protesico e del gruppo di ricerca e lavoro denominato “Gruppo Protesi-Cyborg”.

Esso si fonda sulla domanda: “Cosa accade quando la protesi viene inserita all’interno del corpo?”

L’identità umana e individuale assume una configurazione diversa Bionica, Cibernetica. Il Cyborg paga il prezzo di un’espropriazione identitaria, in quanto costretto a portare all’interno del corpo organi, sostanze o dispositivi alieni, corpi estranei per quanto indispensabili alla vita.

Mentre le protesi esterne strutturano l’identità permettendo l’azione, il pensiero e la comunicazione, le protesi interne al corpo (non visibili e non auto-rimovibili) non sempre ottengono un simile risultato.

Questi scenari in apparenza inquietanti, poiché destabilizzanti, sono resi sostenibili da molti soggetti che accettano e riscoprono la propria nuova identità, attraverso personali percorsi adattivi.

All’interno di tale panorama evolutivo, intendiamo osservare il quadro delle innovazioni, cercando di comprendere i meccanismi adattivi dei singoli e dei gruppi al fenomeno. Siamo alla vigilia di una rivoluzione in cui quasi tutti i device saranno inseriti all’interno del corpo, sotto la pelle, nel cuore e nel cervello, all’interno o al posto dei nostri organi. Data la complessità del fenomeno occorrono mezzi e risorse per studiarne l’evoluzione.

È utile ed urgente raccogliere e ordinare le informazioni presenti su organi specialistici e divulgativi in merito alle conseguenze di questo massiccio fenomeno trasformativo che vede ormai l’identità umana come costituita non più solo da corpo e mente, ma anche da device.
E’ necessario riconoscerne, approfondirne e studiarne la portata e l’entità.